Archivio mensile:luglio 2013

Lezione di fotografia (cinematografia)

Concludiamo questo primo mese di vita del blog (le cui statistiche promettono molto bene) con un video di qualche tempo fa: una lunga intervista al grande Vittorio Storaro(il direttore della fotografia per eccellenza) nella quale parla della fotografia sotto tutti i punti di vista, analizzando il proprio libro “Scrivere con la luce” sfogliandolo pagina per pagina.

Riguardo al libro Storaro disse “non è solo un libro ma il progetto di una vita, per capire quanto filosofi, pittori, scienziati di tutto il mondo hanno speso in ricerca intorno al mistero della visione. È un insieme di scritti e immagini, frutto di circa trent’anni di esperienze, diviso in tre capitoli principali, contenenti un unico ragionamento di vita

E ora non ci resta che guardare il video e partecipare a questa meravigliosa lezione di fotografia ascoltando quello che è l’insegnante ideale per ogni appassionato dell’argomento.

Link video : Scrivere con la luce

Le professioni cinematografiche

Spesso mi accorgo che c’è un gran bisogno di fare chiarezza su quali siano le professioni del cinema. Lo so perché io in prima persona ho cercato per tanto tempo di chiarirmi le idee in merito e perché quando una persona ti chiede cosa fai nella vita non puoi fare altro che rispondere un generico “Faccio cinema” sapendo che se vai nello specifico la persona dall’altra parte non capirà mai.

Perché dobbiamo tutti sapere cosa sia un idraulico, un muratore, un medico… e non cosa sia un direttore della fotografia, una segretaria di edizione, un ispettore di produzione, un macchinista…? Perché quando le persone apprezzano un film pensano che sia solo merito del regista non sapendo che dietro al film ci sono tantissime altre persone che in ogni dettaglio lo valorizzano e gli danno forma?

Forse perché il settore cinematografico è un campo per il quale c’è pochissima informazione(perlomeno in Italia) che viene spesso snobbato e  sminuito.

Lo scopo di questo articolo è quello di diffondere il più possibile queste informazioni, di far conoscere alla gente i mestieri del cinema così come conosce i mestiere considerati “normali”. E soprattutto di chiarire le idee a chi studia cinema e a chi, come è capitato a me, cerca di avere un idea più chiara e più nitida di quelle che sono le singole professioni cinematografiche.

Nella lista non sono presenti esattamente tutte le professioni poiché sono veramente tante e ciò che conta per il momento è capire le principali. E ora:

Motore…partito… ciak… Azione!

Immagine

Come anticipato alcune figure non sono presenti come ad esempio il location manager(ricerca ed individua le location adatte al film e si occupa di risolvere tutti i problemi logistici connessi), il colorista(esegue la color correction), il direttore del doppiaggio, ecc… Ma ora andiamo a capire quali sono le mansioni di alcuni ruoli cinematografici che necessitano una spiegazione per evitare confusioni.  (Molti ruoli non li ho spiegati poiché mi sembravano ovvi, ma se per caso ho sbagliato nel valutare e qualcuno è interessato alla definizione di uno di questi ruoli basta che commentate e io farò il possibile 🙂 )

Produttore : Colui che “mette” i soldi o che recupera i finanziamenti necessari alla realizzazione del film.

Produttore esecutivo :  Responsabile della produzione sul set. Approva le spese e fa rispettare il budget.

Organizzatore : Ha le stesse competenze del produttore esecutivo. Esso fa il preventivo, gestisce e trova i collaboratori e il personale necessario per la produzione, compone la troupe.

Direttore di produzione : E’ il responsabile  diretto dell’organizzazione produttiva. Agisce alle dipendenze del produttore esecutivo ed è collaboratore diretto dell’organizzatore.

Ispettore di produzione : Sorveglia la preparazione che si svolge fuori dal set e coordina le funzioni logistiche del set.

Segretaria di produzione : Si occupa dell’organizzazione generale della troupe, degli spostamenti e dei viaggi, del noleggio dei mezzi di trasporto, delle auto e i furgoni per il materiale, dei pasti per tutta la troupe e per gli attori.

Regista:  Il regista è colui che ha in “mano” tutta la troupe, che  prende le decisioni finali (sulle proposte dei reparti l’ultima parola spetta a lui), che dirige gli attori nella recitazione e nei movimenti, che “visualizza” il film e ne sceglie le inquadrature. E’ il vero “padre” del film.

Aiuto regista :  E’ l’alter ego del regista. Colui che può sostituirlo qualora l’urgenza lo richiederebbe. Deve coordinare tutti i reparti e rappresenta quindi l’unione tra il regista e il resto della troupe.

Assistente alla regia : Fa da raccordo tra alcuni reparti. Collabora con l’ aiuto regista seguendone le direttive  per i movimenti dei mezzi di scena e delle masse.

Segretaria di edizione : Ha il compito di curare la coerenza e la continuità delle riprese in modo che non vi siano incongruenze di qualunque tipo. Possiede il bollettino di edizione nel quale annota il numero dei ciak e i take buoni, segna i timecode, e qualunque cosa sia necessaria da ricordare.

Direttore della fotografia : E’ il responsabile dell’illuminazione e della ripresa di un prodotto audiovisivo. Esso narra il film con la luce, curandone le inquadrature.

Operatore Steadycam : E’ l’operatore che utilizza la steadycam (quest’ultima  è un supporto per la macchina da presa dotato di sistemi di ammortizzazione che rende fluida la ripresa, ma di questo ne parlerò meglio nell’articolo sull’attrezzatura tecnica)

Assistente operatore : Durante la fase di ripresa esegue i cambi di fuoco necessari, controlla che tutti i parametri tecnici siano corretti e corrispondenti alle esigenze del direttore della fotografia.

Aiuto operatore : Aiuta l’assistente operatore. Si occupa della cura, della manutenzione e della pulizia della macchina da presa.

Video Assist : Si tratta dell’addetto al monitor di scena curandone il funzionamento , i collegamenti e la sua calibrazione.

Data manager : Deve scaricare i supporti di registrazione e allocare il girato con nomi e estensioni file previsti e concordati, deve  fare le copie di back up, preparare i file per una preview,  e consegnare alla post-produzione i file nei formati come da accordi presi in fase di pre-produzione.

Scenografo:  E’ in grado di provvedere alla costruzione di ambienti scenografici curando la progettazione grafica e la realizzazione delle scene, in coerenza con il contesto storico, lo stile narrativo espressivo linguistico e la natura emozionale della storia.

Assistente scenografo : E’ l’alter ego dello scenografo con qualche responsabilità in meno.

Costumista : E’ in grado di provvedere all’ideazione e alla realizzazione di costumi e accessori in coerenza con il contesto storico e il tema proposto dal copione.

 Macchinista: E’ in grado di ideare e realizzare soluzioni tecniche a supporto della regia, dei sistemi di ripresa e dell’illuminazione, mediante la costruzione e la messa in opera di strutture e attrezzature.

Montatore:  E’ colui che monta il film, ovvero attraverso il software di montaggio costruisce le scene selezionando il materiale audiovisivo, combinandolo e tagliandolo dove necessario o dove l’intuizione artistica lo richiede. Al montaggio si riscrive il film nuovamente e descrivere questo mestiere con poche parole è veramente riduttivo. Farò un articolo che riguarda il montaggio approfondendo questo mestiere.

Assistente al montaggio e Aiuto montatore : Si occupano di tutta la “logistica” del materiale da montare, preparano il materiale necessario, ne verificano la precisione… rappresentano la “memoria” del montatore. Nella gerarchia cinematografica l’assistente montatore è più importante e l’aiuto montatore è un collaboratore dell’assistente.

Per il momento chiudo qui il discorso sui mestieri del cinema. Mi scuso se spesso ho dovuto usare spiegazioni molto banali e riduttive ma vi assicuro che ogni cosa avrà il suo approfondimento. L’importante è che per ora riusciamo ad avere un quadro generale di quelle che sono le professioni cinematografiche e perché no cominciare a specializzarsi in uno di questi mestieri.

Vi ricordo che per qualunque dubbio o chiarimento basta lasciarmi un commento e io risponderò.

Ciao a tutti, e… Stop!

Tornatore sceglie Praga con la migliore offerta

Altro articolo sul binomio Praga-Cinema per gli amici di Italia Praga One Way!

Scorsese e il suo Toro Scatenato

Uscito nel 1980, “Toro scatenato“, è considerato l’ultimo capolavoro della New Hollywood. Il regista ha quindi ancora un forte valore autoriale ed il film mostra un realismo ed una violenza molto cruda che da una grande potenza alle immagini.Immagine

Tratto dall’ autobiografia dell’ex campione mondiale dei pesi medi Jake La Motta, Toro scatenato in realtà non è un film sul pugilato.

Scorsese veniva da un periodo difficile, aveva problemi di salute e inoltre aveva perso fiducia in se stesso, più come persona che come regista. Nel personaggio di Jake LaMotta c’è tutta la rabbia personale di Scorsese e c’è la frustrazione e l’ignoranza dell’immigrato italiano che lotta disperatamente per emergere. Jake picchia la gente mentre viene picchiato, è una forma di masochismo, si fa picchiare perché si fa schifo da solo. Infatti ad un certo punto nel camerino Jake dice “In vita mia ho fatto delle cose brutte” buttando fuori il suo enorme senso di colpa.

Scorsese non ha fatto un film di analisi ambientale e sociale. Ma si occupa di entrare nella mente dei personaggi e vedere come essi si muovono in un determinato ambiente, occupandosi cioè dell’aspetto mentale.

Altro aspetto rilevante del film sono le sequenze degli incontri di pugilato. Esse portano le didascalie con il nome degli avversari e le date, privandosi così di ogni elemento  di suspense. Questo aspetto è chiaramente ricercato dal grande Scorsese che con la sua maestria dona un atmosfera sempre più stilizzata agli incontri, cercando di staccarsi dal punto di vista dello spettatore di pugilato ma entrando pienamente nella testa dei personaggi, enfatizzando suoni e immagini e rendendo il tutto più mentale possibile, con un’ atmosfera onirica e dilatata.

Lo spettatore che assiste ai duelli del film sente ciò che accade ai duellanti, percepisce il loro dolore e la loro rabbia, e vede con estremo realismo la forza dei colpi che si abbattono sui pugili. Ogni singolo combattimento si presenta inoltre diverso dagli altri, poiché riflette i vari stati mentali di La Motta durante i combattimenti.

Nell’ incontro finale con Robinson, è chiaro che non si tratta più di un incontro di pugilato. La Motta si lascia massacrare esprimendo così tutto il suo desiderio di autopunizione, di “redenzione”. Mentre il ring è ormai un mondo onirico, Jake è qualcuno che non schiva i colpi, ma che va a cercarseli, sforzandosi di picchiare ancora più forte dell’altro.

Nel finale Jake, ingrassato di 30 kg(De Niro si ingrassò veramente al punto di rischiare per la sua salute), tra i suoi imbarazzanti discorsi cabarettistici recita il famoso discorso di Marlon Brando in “Fronte de porto” : “Io ero un combattente nato, potevo diventare qualcuno”. A quel punto Jake è più capace di accettare se stesso, come succede proprio a Scorsese dopo aver girato questo film.

Per quanto riguarda la struttura temporale le prime scene del film mostrano Jake LaMotta in età avanzata che prepara uno dei suoi consueti spettacolini comici in un piccolo locale; segue un lungo flashback, che si chiude poco prima della fine, sulla sua precedente carriera di pugile.

Scorsese e il direttore della fotografia decisero di girare il film in bianco e nero per ragioni di autenticità temporale, dato che sia i filmati sia le foto degli incontri del periodo in questione (anni quaranta) erano in bianco e nero. In quest’ottica si inseriscono le riprese a colori sbiaditi del matrimonio di Jake e Viki, come ad indicare la novità tecnologica dell’epoca di cui potevano disporre i fotografi di matrimoni.

Capolavoro di Scorsese sull’America e sull’Italia, sulla vittoria e sul compromesso, sulla sconfitta e sull’ accettazione, sulla colpa e sulla redenzione, sono tanti i temi affrontati da questo “gioiello” di Scorsese che anche se l’apparenza può ingannare tutto è tranne che un film sul pugilato. Il maestro Martin può vantare poi di un De Niro in strepitosa forma (con questo film vinse proprio l’oscar), di un Joe Pesci sempre perfetto accanto al suo amico Bob e soprattutto di una montatrice, Thelma Schoonmaker(con questo film vinse l’oscar al montaggio), che probabilmente ha grandi meriti sul successo dei film di Scorsese, una delle migliori montatrici di sempre.

Adoro Scorsese e invito tutti a vederne l’intera filmografia. Non è solo il regista di film gangster, come molti, non conoscendo bene i suoi film, lo definiscono. Scorsese ha sfornato capolavori come Taxi driver, Fuori orario, L’età dell’innocenza, Re per una notte…Tanti sono i film che affrontano temi molto profondi, e gli stessi film gangster nascondono dei profondi significati oltre gli spari e gli schizzi di sangue.

Scorsese ha la forza di entrare nella psicologia dei personaggi e di farci empatizzare con loro come pochi registi sanno fare. Poi se gli attori in questione sono un De Niro prima, e un Di Caprio poi, è chiaro che il livello è altissimo. Sono in grande attesa per il prossimo film di Scorsese “The Wolf of Wall Street”, con Di Caprio protagonista, che dovrebbe uscire a dicembre 2013.

E’ tutto, vi ricordo che è aperto il sondaggio sul vostro regista preferito, andate a votare e perché no, magari voterete proprio Scorsese :-)!

Ciao a tutti! Alla prossima!

Praga e il cinema, questione di magia

Questo è il link di un articolo che ho scritto per gli amici di Italia Praga One Way. 

Nell’articolo parlo appunto del cinema ceco e in particolar modo del grande cineasta Milos Forman.

Vi lascio con una citazione tratta da uno dei suoi film:

-Lei pensa che la sua mente abbia qualcosa che non va ?
-No signore, è una meravigliosa stupenda macchina della scienza(cercate di ricordare l’attore che pronuncia queste parole)

Ho aggiornato l’articolo sulle fasi di un progetto cinematografico, leggetelo:-)! Ciao a tutti!

Come realizzare un film low-budget

Ecco gli step da seguire se si vuole realizzare un film avendo pochi soldi.(In un film senza limitazioni di budget le fasi saranno di più e più specifiche rispetto a quelle elencate di seguito, e ogni elemento della troupe avrà dei ruoli più specifici. Questo articolo vuole solo essere da consiglio per chi vuole fare il filmmaker  pur avendo poche risorse e non disponendo di una grande produzione disposta a finanziare il progetto). Per capire meglio determinati passaggi consiglio di leggere l’articolo Le fasi di un progetto cinematografico.

  • Step 1 – L’idea

Pensare all’idea del film. Non deve essere per forza originale, può essere un remake, una parodia…può essere ispirata ad un libro, un racconto, un’ opera d’arte.  Si può sviluppare partendo da una singola parola o da un semplice concetto, si può trarre ispirazione ascoltando musica o leggendo un articolo di cronaca.

Insomma, i modi per sviluppare un idea sono tanti e quello che conta è che una volta arrivati ad una conclusione bisogna essere convinti e decisi della propria idea.

  • Step 2 – La sceneggiatura

A questo punto bisogna trascrivere per bene l’idea pensata. La prima cosa che va fatta è la scrittura di un soggetto,  per poi procedere con quella della scaletta e del trattamento(se necessari) e infine arrivare alla sceneggiatura vera e propria dove il film è completamente scritto sulla carta, scena dopo scena. La sceneggiatura non sarà mai completamente rispettata in fase di ripresa e ancor di più in fase di montaggio, ma è necessario arrivare sul set con le idee ben precise e una sceneggiatura ben fatta.

  • Step 3 – Creare una troupe!

Cercate amici o studenti di cinema che conoscono il mestiere oppure mettete annunci su internet (ci sono tanti siti fatti apposta, basta scrivere su google parole come “forum cerca troupe” “cinemaindipendente”, ecc…).

  • Step 4 – Pensare allo stile registico da dare al film e cominciare a visualizzarlo nella propria mente!
  • Step 5 – Fare la Shooting List e gli Storyboard

Ora che abbiamo la sceneggiatura e ci siamo fatti un’ idea sulla linea stilistica del film dobbiamo fare la Shooting List, ovvero la lista delle inquadrature. In questo modo arriviamo sul set già sapendo indicativamente quali sono le inquadrature del film. Inoltre con questo passaggio cominciamo a vedere fisicamente il film, a dargli una forma. Questo ancora di più se disegniamo gli Storyboard (il disegno di tutte le inquadrature) e per essere ancora più precisi se facciamo lo Story reel(con un software si mettono in sequenza le inquadrature disegnate nello storyboard e ci si fa un idea anche sulla durata di esse).

P.S.  Gli storyboard non devono per forza essere disegnati da un artista, basta disegnare figure stilizzate che rendano l’idea dell’ inquadratura. Altrimenti si può ricorrere anche all’uso di alcuni software creati appositamente per fare Storyboard.

  • Step  6 – Contattare gli attori e provare il più possibile!

Questo è fondamentale per arrivare sul set ed ottenere dagli attori una recitazione più naturale possibile senza perdere troppo tempo e dovendo fare pochi ciak. Negli incontri con gli attori si legge insieme il copione e durante le prove si segnano i cambi di dialoghi in base a ciò che un attore riesce a dire meglio, sfruttando l’improvvisazione e le intuizioni del momento.

  • Step 7 – Fare il Piano di lavorazione e farsi un idea sul budget

Bisogna fare il Pdl(Piano di lavorazione) ovvero il programma di lavoro dal primo giorno di ripresa fino all’ultimo. Nel piano di lavorazione sono indicate le scene che si girano, se si lavora di giorno o di notte, quali attori sono presenti nelle scene, quante comparse sono previste ecc… Tutto ciò va compilato tenendo  presente le esigenze e gli impegni degli attori, la disponibilità degli ambienti, i tempi di ripresa ecc… Lo scopo è quello di ottimizzare il più possibile i tempi . Inoltre bisogna farsi anche un idea del budget tenendo conto dell’attrezzatura necessaria (Macchina da presa, microfono, proiettori ecc…), del cibo per la troupe e gli attori, del traporto di essi( i cosiddetti Pick up) ecc… Più il programma è preciso e più tutti lavoreranno al meglio.

  • Step 8 – Ottenere più cose possibili gratuitamente

Per reperire il materiale tecnico si possono provare a contattare direttamente le scuole di cinema (magari la scuola dove tu stesso studi) . La scuola potrebbe avere la macchina da presa e altri strumenti tecnici, magari ti potrebbe aiutare uno studente o un insegnante. Oppure potete andare nei noleggi di materiale cinematografico spiegando che si vuole fare un film low-budget cercando di trovare un accordo per un pagamento forfettario che vi farebbe risparmiare molto. Conoscete qualcuno che ha negozi di vario tipo? Potreste trovare tanto materiale utile chiedendo degli sconti. Pensate che una location vi potrebbe creare problemi di autorizzazioni e di soldi? Parlate bene con i responsabili, spiegate che state facendo un film e che il loro nome finirà nei titoli di coda. La gente ama i film e si entusiasma all’idea di farne parte.

  • Step 9 – Iniziare le riprese

Le riprese sono un momento delicato. Se sei il regista devi essere in grado di gestire tante persone, ognuna diversa dall’altra. Cerca di essere sempre gentile ma allo stesso tempo deciso. Spiega le cose agli altri senza mai farli sentire degli stupidi, incoraggia le persone e rapportati con loro in base al carattere che essi hanno. Devi ottenere il massimo da tutti e dovrai essere anche uno psicologo per raggiungere questo scopo. Ricordati di guardare il girato più spesso possibile e di rigirare le inquadrature, se necessario, senza mai perdere la calma. Ma ricordati sempre una cosa fondamentale : fare un film deve essere un divertimento!

  • Step 10 – Imparare ad usare software di montaggio video

Molti software sono facili da imparare. I più diffusi in ambito professionale sono Avid Media Composer e Final cut. Poi ci sono le ultime versione di Adobe Premiere che sono facili da usare e allo stesso tempo performanti. Tanti sono i software di montaggio che con un po’ di pazienza e di pratica(magari seguendo i tutorial su youtube e frequentando i forum)si possono imparare ad usare. Ma ricordatevi sempre che ciò che conta non è tanto saper usare il software, ma capire esattamente a cosa serve il montaggio e quali sono le sue potenzialità narrative. Poi ci sono i software di effetti speciali e di animazione 3d che se usati nel giusto modo possono servire molto.

Nella fase di post-produzione si procederà quindi al montaggio(importante è anche la fase di sincronizzazione tra audio e video), all’effettistica e alla color correction(correzione colore). Infine si esporterà il progetto in funzione di quello che sarà il supporto finale(Dvd, file digitale, nastro ecc…)

  • Step 11 – Mostra il film ai tuoi amici e parenti

Questa è una fase molto delicata perché dovrai capire quando un complimento è fatto solo per formalità o se è realmente vero, ma soprattutto concentrati sulle critiche perché sono quelle che ti fanno crescere e migliorare. Qui la permalosità va completamente messa da parte, ciò che conta è la crescita personale.

  • Step 12 – Nel bene o nel male, tra i complimenti e le critiche, tra un offesa ricevuta e una parola di incoraggiamento ora sei un regista a tutti gli effetti. Goditi questo momento e non mollare mai la tua strada.

P.S.  Farò un altro articolo su come trovare i finanziamenti per la realizzazione di un film e più in generale di un prodotto audiovisivo. Intanto vi consiglio di dare un occhiata ai siti di crowdfunding (indiegogo.com ne è un esempio) dove, presentando un progetto, chiunque può contribuire donando dei soldi.

Commentate! E se avete richieste da farmi per dubbi e curiosità di qualunque tipo cercherò di rispondervi e di scrivere articoli per voi!

Le fasi di un progetto cinematografico

E ora le fasi di un progetto cinematografico

  • Pre-preparazione

Idea:  L’idea può essere ispirata ad un libro, un racconto, un’ opera d’arte.  Si può sviluppare partendo da una singola parola o da un semplice concetto, si può trarre ispirazione ascoltando musica o leggendo un articolo di cronaca.

Soggetto : Il soggetto è un racconto dove deve essere presente l’idea e il suo possibile sviluppo. In poche parole con il soggetto si comincia a delineare la trama del film. La sua lunghezza è compresa tra le 2 e le 10 cartelle. (Può variare in base al tipo di progetto)

Scaletta: E’ la storia schematizzata punto per punto. In poche parole è un elenco numerato dove ogni punto riassume l’azione relativa a quella scena. Essa ha la funzione di promemoria per lo sceneggiatore e facilita le successive modifiche della sceneggiatura.

Trattamento: E’ il racconto della sceneggiatura. In esso si descrivono nel dettaglio gli ambienti, le azioni dei personaggi e qualche battuta importante. Ha una struttura molto simile a quella di un romanzo e serve a verificare la concretezza dell’idea originaria testando la possibilità della trasformazione in sceneggiatura.

Sceneggiatura: E’ la scrittura per immagini. Qui si definiscono finalmente le scene(la scena cambia ogni volta che varia o l’unità di tempo o lo spazio) e si scrivono i dialoghi. La sceneggiatura deve equivalere alla visione del film e ogni pagina rappresenta la durata di circa un minuto; un film di 90 minuti avrà quindi una sceneggiatura di circa 90 pagine, un film di due ore di 120 pagine e così via…

I software più utilizzati per scrivere sceneggiature sono Celtx e Final Draft.

  • Preparazione

Spoglio della sceneggiatura: In questa fase si estrapolano le scene dalla sceneggiatura e si analizzano una dopo l’altra ricavandone le informazioni riguardanti il set e la località delle riprese,  i personaggi principali, secondari e le comparse, i fabbisogni di scena, i fabbisogni tecnici, i costumi, la presenza di animali, armi, veicoli di scena ecc… Insomma, alla fine dello spoglio si saprà per ogni scena tutto quello che bisogna sapere per poterla girare riducendo al minimo il rischio di imprevisti e ogni reparto saprà lavorare al proprio meglio avendo le idee ben chiare.

Piano di lavorazione: il Pdl(Piano di lavorazione) è il programma di lavoro dal primo giorno di ripresa fino all’ultimo. Nel piano di lavorazione sono indicate le scene che si girano, se si lavora di giorno o di notte, quali attori sono presenti nelle scene, quante comparse sono previste ecc… Tutto ciò va compilato tenendo  presente le esigenze e gli impegni degli attori, la disponibilità degli ambienti, i tempi di ripresa ecc… Lo scopo è quello di ottimizzare il più possibile i tempi .

Budgeting: Non è altro che il preventivo dei costi tenendo conto delle spese per il cast tecnico e artistico, per il set e i materiali, per la post-produzione e infine per la distribuzione e il marketing.

  • Lavorazione

E’ una fase stupenda ed emozionante, la fase in cui si effettuano le riprese del film. E ho detto tutto!(chi ha esperienza sa quante sono le mansioni svolte sul set!)

  • Post-produzione 

E’ l’ultima fase della produzione cinematografica.  E’ la fase del montaggio del video e del suono. In realtà ho semplificato molto perché è sempre in questa fase che ci si occupa degli effetti visivi e sonori, della correzione colore, della colonna sonora, del doppiaggio ecc.. E’ la fase in cui si monta il film spesso creando nuovi significati e costruendo scene mai pensate fino a quel momento. E’ una fase straordinaria e rivelatoria perché è proprio nella sala di montaggio che si riscrive il film per l’ennesima volta. Comunque per chi è davvero interessato a breve farò un articolo dedicato completamente al montaggio.

  • Distribuzione

 Lo dice la parola stessa, è la fase finale, quella della  vendita e della distribuzione.

Ora che conosciamo meglio le fasi di un progetto cinematografico, siamo pronti per approfondire meglio le varie professioni che ne fanno a parte. Farò un articolo anche su questo, ovvero sui mestieri del cinema.                       Ciao a tutti!:-)

Benvenuti nel nuovo blog “Filmmaker’s Life”

Ciao a tutti, probabilmente se state leggendo questo articolo siete dei Filmmakers o dei semplici appassionati di questo meraviglioso mondo dove fotogramma per fotogramma un emozione dopo l’altra ci cattura e ci rende orgogliosi di osservare le cose con uno sguardo diverso, con il cineocchio di cui parlava il Dziga Vertov.

Io sono un  filmmaker appassionato, che cercando su internet informazioni sul cinema, sul fare cinema e sopratutto sul fare cinema low budget(che è ciò che si avvicina di più alla nostra realtà) ho trovato poco e niente in lingua italiana. All’estero è pieno di blog e siti di questo tipo ma in Italia non c’è un vero blog che approfondisca la vita del filmmaker.      Un blog che fornisca risorse e consigli per fare cinema e farlo con pochi soldi, partendo dagli esempi dei cineasti più grandi, passando per le  novità tecnologiche e artistiche e infine arrivando a dare informazioni e “trucchi” pratici su come realizzare un prodotto audiovisivo(un corto, un videoclip, uno spot, un video di qualunque tipo e perchè no, un vero e proprio film!) . Questo è l’intento di “Filmmaker’s Life” e questo è quello che sarà.

Poi si parlerà di cinema più in generale(film, news, quiz cinefili…), di fotografia, di musica e di tutto ciò che è arte.

E ora grazie per aver letto questo articolo! Commentate ed esprimete le vostre richieste su ciò che vorreste trovare in questo blog.

Ora vi lascio con una citazione che dobbiamo portare sempre con noi:

Un sogno non è mai soltanto un sogno.

Da veri cinefili, senza fare ricerche, cercate di ricordare in che film viene detta questa frase. Alla prossima!