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Citazione cinematografica della settimana – L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, 2007, di Andrew Dominik

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Jesse : Quanta polvere su quel quadro…

Citazione cinematografica della settimana – L’uomo che non c’era, 2001, di Joel e Ethan Coen

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Ed : ti fai mai delle domande?
Frank : che vuoi dire?
Ed : non lo so…è che continuano a spuntare…continuano a  crescere…
Frank : già, per nostra fortuna non ti pare?
Ed : no non capisci, continuano a crescere, sono parte di noi…                           e noi li tagliamo e li buttiamo…

Citazione cinematografica della settimana – Training day, 2001, di Antoine Fuqua

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Alonzo : Ma devi prendere una decisione Jake, perchè fra 10 secondi questo posto sarà un brulichio di divise blu…                                               quindi ora puoi fare un giro per strada e schiarirti le idee,                                 o spararmi…

Citazione cinematografica della settimana – Acqua e sapone, 1983, di Carlo Verdone

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Rolando – nonna ma lo sai che a rivederle alla luce del giorno
a me ‘ste analisi proprio non mi piacciono, non mi piacciono,
non mi piacciono
Nonna – ma che ce l’avevi te?
Rolando – qua è ‘na catastrofe, lo sai che è ‘na catastrofe
Nonna – come ‘na catastrofe! Ieri sera hai detto che erano tutte bone
Rolando – eh ma ieri sera non ce stavo con la testa io, poi avevo fatto tutto ‘no sfasamento dei valori, avevo letto male
esempio : glicemia, valori normali 60-110, tu ‘o sai quanto c’hai?! c’hai 550! Guarda che ce se more!
azotemia, valori normali 10-55, tu ‘o sai quanto c’hai?! 440!
Nonna – nun me di…
Rolando – lipemia totale, reggite, valore normale 600000 tu ‘o sai quanto c’hai?! 4000!
Nonna – allora ‘sto cavolo de dottore che cure m’ha dato!
Rolando – Ma dove toccamo er fondo secondo me è sulla colesterolemia
Nonna – nun me lo di…nun me lo di…
Rolando – no no, te lo devo di!
Nonna – ma no no, nun me lo di
Rolando – no no, perchè lo devi sapé, lo devi sapere! Colesterolemia, mo te spari,
valore normale 130-220, tu ‘o sai quanto c’hai?! 700…
Nonna – e allora?
Rolando – e che devi fa, te devi ricoverà!
Nonna – ma davero?!
Rolando – Siii, per forza!

Montaggio e Grafica

Da sempre  l’elemento grafico ha una certa importanza nel montaggio. Le transizioni ne sono l’esempio più lampante (dissolvenze, tendine, iris…). In un film (o qualunque altro tipo di video)  che si rispetti però, la forma deve essere sempre in stretto contatto con il contenuto.

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Non posso fare a meno di citare Saul Bass, forse il vero precursore della grafica moderna nel video. E’ a lui che dobbiamo le sequenze dei titoli di testa di film come Psycho, Vertigo, Intrigo internazionale, Spartacus, Quei bravi ragazzi, ecc…

Con Saul Bass la sequenza dei titoli di testa di un film, ha cominciato ad assumere un importanza tale da raccontare in pochi minuti già di cosa parla il film stesso : una sequenza che sia una vera e propria opera d’arte.

Oggi più che mai, nell’ era del digitale e della pubblicità sempre più insistente, l’elemento grafico assume molta importanza.

In un qualunque video va tenuto conto, oltre che dell’ orizzontalità (la classica successione di immagini che compone una sequenza), della verticalità.

Questo sta a significare che non abbiamo più solo un immagine in gioco, ma più strati di immagini  ( e testi, illustrazioni, elementi grafici). In poche parole abbiamo la possibilità di lavorare un immagine su più livelli video (o tracce).

Per dare forma a queste composizioni in movimento, il montatore (ipotizzando che se ne occupi lui in prima persona), ha a disposizione vari strumenti operativi. Alcuni di questi sono:

  • Trasparenza: E’ lo strumento che consente di regolare la presenza di un livello (o layer) rispetto ai livelli sottostanti. Ne regola quindi l’opacità.
  • Picture-in-picture : E’ il tipico strumento per posizionare e dimensionare l’immagine all’ interno del quadro (in Adobe premiere si trova nel “motion”). Altri paramentri permettono di “croppare” l’immagine (ritagliarla partendo dai bordi) di ruotarla, ecc… Ad esempio in Avid Media Composer (software di montaggio) la rotazione  può essere anche tridimensionale.
  • Keying : E’ lo strumento che serve a ritagliare uno o più elementi presenti in un immagine, in modo tale che tutto il resto risulti trasparente (canale alpha) lasciando così la visione dei livelli sottostanti. Il chroma key ad esempio agisce sul colore eliminando parti di colore ben precise. Gli esempi più famosi sono quelli del verde o del blu che vengono utilizzati per inserire sfondi di qualunque tipo in una scena girata in un semplice studio.

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Tanti altri sono gli strumenti che consentono modifiche grafiche, come gli effetti di colore, di painting, di velocità.

Ma ciò che più è importante è la possibilità di gestire uno o più effetti contemporaneamente andando a modificare l’effetto nel corso del tempo (inteso come lo scorrere dei fotogrammi) grazie al Key frame (o fotogramma chiave, o punto di ancoraggio).

Il Key frame permette di modificare l’effetto applicato all’ immagine in quel singolo fotogramma, di conseguenza applicando vari Key frames a più fotogrammi l’effetto si modificherà nel tempo nel modo che più preferiamo.

Ricapitolando si può lavorare su uno o più livelli, combinando uno o più effetti, modificandoli nel corso dei fotogrammi e gestendoli a nostro piacimento.

Tutte queste possibilità accrescono sempre più il nostro potenziale creativo e questo è fantastico.

Una cosa però è molto importante : la creatività ottenuta grazie a tutti questi strumenti di post-produzione, non deve mai perdere di vista il contenuto.

E’ il contenuto che fa grandi le nostre storie.

Citazione cinematografica della settimana – Quinto potere, 1976, di Sidney Lumet

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Max : Howard non ti mando più in onda, tu hai un esaurimento nervoso.

Howard : Questo non è un episodio di pazzia, questo è un purificante momento di chiarezza.

Sono ispirato Max, sono imbevuto di un’ ispirazione speciale. Non è affatto un sentimento religioso, è una violenta esplosione di energia elettrica.
Mi sento vivido e fiammeggiante come se ad un tratto fossi stato immerso in un grande campo elettromagnetico.
Mi sento connesso a tutti gli esseri viventi, ai fiori, alle bestie, a tutte le creature del mondo.
E anche a qualche, grande, invisibile, forza vivente; ciò che credo gli indù chiamano brama.
Non è un esaurimento, non mi sono mai sentito più apposto in vita mia. E’ una, esilarante, magnifica sensazione.
E’ l’esaltato fluire dello spazio a quattro dimensioni, salvo che non ha nè spazio nè tempo ed è…così meraviglioso.

Io mi sento sulla soglia di una grande, estrema verità.
E voi non oserete non mandarmi in onda né adesso né in un futuro senza spazio né tempo.

Citazione cinematografica della settimana – Il divo, 2008, di Paolo Sorrentino

Da oggi, ogni settimana, posterò una citazione cinematografica da me selezionata.

Come potete leggere nel titolo quella di oggi è tratta da “Il divo” di Paolo Sorrentino.

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Quando alcuni suoi uomini propongono ad Andreotti di candidarsi alla presidenza della repubblica e gli chiedono cosa ne pensa, lui risponde:

So di essere di media statura ma…

non vedo giganti intorno a me.

Il Montaggio “visibile” e i suoi strumenti

Ciao a tutti e ben ritrovati! Oggi parliamo del montaggio “visibile”.

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Se con il montaggio invisibile si cerca di illudere lo spettatore  nascondendo tutto l’artificio cinematografico, con quello “visibile” si vuole proprio dichiarare la finzione del cinema, mostrando volutamente gli stacchi di montaggio e ricordando continuamente allo spettatore che sta assistendo alla visione di un film.

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Questo tipo di montaggio è usato prevalentemente nelle pubblicità o nei videoclip, ma tanti sono i registi che lo utilizzano nei loro film creandone un vero e proprio stile.

Andiamo ora ad elencare alcuni strumenti del montaggio “visibile” :

  • Jump cut : e’ un attacco che mette in evidenza la “non differenza” tra le due (o più) inquadrature.

Questo si può ottenere modificando il meno possibile l’angolazione e il piano delle due o più inquadrature che si susseguono, oppure mostrando nelle inquadrature che si susseguono gli stessi personaggi in luoghi e tempi diversi.

  • Flashback o Flashforward : “Salto” nel passato o nel futuro.

Ovviamente sapete tutti di cosa stiamo parlando e anche se lo scopo di questi strumenti non è quello di rendere visibile il montaggio si tratta comunque di rottura della continuità visiva.

  • Inserto non diegetico : Un inquadratura di “qualcosa” che è estranea allo spazio e al tempo del racconto e che quindi va ad interrompere la regolare successione delle inquadrature.
  • Estensione : La durata della rappresentazione è superiore a quella dell’ evento rappresentato.

Si può ottenere con la ripetizione dell’ evento in più inquadrature, o semplicemente con il rallenty.

  • Overlapping editing : E’ la sovrapposizione temporale, ovvero in un’ inquadratura la ripetizione di un azione che è già avvenuta nell’ inquadratura precedente.
  • Scavalcamento di campo : Oltrepassare la linea dei 180° andando a “rompere” la continuità dei raccordi.

Questi sono alcuni strumenti del montaggio “visibile”. E’ chiaro che tante piccole sfumature ne creano degli altri, ma qui ho elencato i principali.

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Per osservare meglio questo tipo di montaggio vi consiglio di vedere i film di Lars Von Trier, oppure i film della “Nouvelle vague”, oppure i film della “New Hollywood” che spesso contengono sequenze davvero memorabili che fanno uso di rallenty, jump cut e così via.

Bene, anche per oggi è tutto. Il prossimo appuntamento sul montaggio è strettamente legato al mondo della grafica, che, con l’era del digitale, offre un potenziale creativo enorme. E’ una argomento davvero interessante e vi invito a continuarmi a seguire.

Grazie a tutti, alla prossima!

Le migliori colonne sonore originali

Ciao a tutti, oggi voglio parlare delle colonne sonore, un argomento che amo molto.

Prima però voglio ricordarvi di partecipare al sondaggio sul regista preferito, per chi ancora non l’avesse fatto. Inoltre vi ricordo che proseguiranno in questi giorni gli articoli sul montaggio e vi invito a continuarmi a seguire ringraziandovi tutti.

Ritorniamo ora sul discorso colonne sonore.

Ogni volta che vedo un film mi accorgo che grazie al buon uso della colonna sonora sono in grado di emozionarmi notevolmente e penso sempre all’ importanza del suono ed il suo rapporto con l’ immagine.

Oggi voglio stilare una lista con le mie 5 colonne sonore originali preferite. Ovviamente le mie sono preferenze soggettive e potrebbero non coincidere con le vostre; proprio per questo mi farebbe piacere conoscere anche le vostre preferenze.

Un ultima cosa : come ho già detto le colonne sonore sono originali, quindi completamente scritte per il film e non musiche già famose adattate per il film. Chiaramente qualche colonna sonorà potrà sfuggirmi ma fondamentalmente quelle che seguono sono tra la mie preferite in assoluto.

  1. Ennio Morricone – Gabriel’s oboe  per il film Mission                                                                             https://www.youtube.com/watch?v=oag1Dfa1e_EImmagine
  2. Bernard Herrmann – Vertigo(Theme)  per il film La donna che visse due volte                                 http://www.youtube.com/watch?v=kC5AzFc3cooImmagine
  3. Nicola Piovani – La notte di favola  per il film La vita è bella                                                                    https://www.youtube.com/watch?v=W9C8ZLMb1bsImmagine
  4. Philip Glass – Truman sleeps  per il film The Truman show                                                                          http://www.youtube.com/watch?v=w4-W4qjsBi4Immagine
  5. Ennio Morricone – Once upon a time in America(una qualunque del cd!) per il film C’era una volta in America  https://www.youtube.com/watch?v=o1I_GsmeaQkImmagine

Ecco qua. Sono rimasti fuori grandi come Nino Rota o Hans Zimmer e un po’ mi piange il cuore, ma sceglierne 5 è stata davvero dura.

E voi? Quali sono le vostre colonne sonore originali preferite? Commentate!

Tipi di montaggio

Ciao a tutti e ben ritrovati! Oggi vi parlerò dei vari tipi di montaggio.

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Questo articolo è una sorta di glossario dove sono elencate le varie tipologie di montaggio con la relativa spiegazione del significato e con esempi di film (con tanto di link youtube) dove possiamo ritrovare queste tecniche.

Nei prossimi articoli sul montaggio “invisibile” e  quello “visibile” troverete una spiegazione più approfondita di tutte queste tecniche.

Ma adesso è arrivato il momento di cominciare.

  • Montaggio alternato : alterna inquadrature di due o più eventi che si svolgono in ambienti diversi ma che sono destinati a convergere in uno stesso spazio.

Esempio http://www.youtube.com/watch?v=7bjA-4no1ZY

Nel film L’altro uomo di Alfred Hitchcock, possiamo ammirare una straordinaria sequenza iniziale dove il montaggio alternato è perfettamente funzionale alla storia. Due sconosciuti si incontrano casualmente e da quel momento si svilupperà un terrificante legame tra loro. Hitchock ci presenta i personaggi in questo modo: prima vediamo i piedi di un uomo che vanno in una direzione, poi vediamo quelli di un altro uomo che vanno nella direzione opposta. Con gli stacchi di montaggio continuiamo a passare dai piedi di uno a quelli dell’altro, fin quando, saliti sul treno, i due si incontrano. Questo è il montaggio alternato alla perfezione perchè la direzione delle camminate degli uomini ci suggeriscono ancora di più che i due si incontreranno in uno stesso ambiente.

  • Montaggio parallelo : Come il montaggio alternato solo che in questo caso gli eventi e i personaggi procederanno sempre lungo strade parallele senza mai convergere in uno stesso spazio.

Esempiohttp://www.youtube.com/watch?v=xJm26M6igp0

Nel film Il mistero dell’acqua di Kathryn Bigelow, vengono contrapposte due storie ambientate in epoche diverse. Viene da se che il passaggio dall’una all’altra storia è legato da stacchi di montaggio parallelo. Nel link il trailer del film che vi consiglio di vedere.

  • Montaggio ellittico : è un montaggio di contrazione temporale. Ovvero lo stacco funge da ellissi temporale non mostrando determinate azioni ma sintetizzandole e procedendo col racconto.

Esempiohttp://www.youtube.com/watch?v=gtQO93-x_f0

Nel film Oldboy di Park Chan-Wook possiamo notare un’ enorme quantità di ellissi, in particolare microellissi (cioè salti temporali molto piccoli) come si vede in questa scena. Il protagonista resta rinchiuso per 15 anni e il passaggio di tempo è mostrato tramite tante microellissi continue(spesso sono anche jump cut, ma ne parleremo più avanti). Le tecniche che possono essere usate per ottenere un montaggio ellittico sono varie, ma di questo ne parleremo nei prossimi articoli.

  • Montaggio connotativo : è un montaggio che ha lo scopo di produrre senso, di creare un significato.

Esempio :   https://www.youtube.com/watch?v=Ybhz5Dpet_0

Nel film Tempi moderni di Charlie Chaplin possiamo notare il montaggio connotativo già nella primo stacco del film. Nella prima inquadratura c’è un gregge, nella seconda inquadratura ci sono gli operai che tutti insieme raggiungono la fabbrica. Il significato prodotto è evidente ed è bastato accostare due immagini.

  • Montaggio formale : si basa su effetti di tipo formale, sia grafico-spaziali che ritmico-temporali.

Esempio : http://www.youtube.com/watch?v=QSxI0OOjR0Y

Nel film 2001 : Odissea nello spazio di Stanley Kubrick c’è un famosissimo esempio di montaggio formale che funge anche da ellissi temporale.  Al minuto 2:30 possiamo ammirare come la forma dell’osso ed il suo movimento ci porta con estrema fluidità alla forma dell’astronave nell’inquadratura successiva.

  • Montaggio discontinuo : tipo di montaggio che racconta la storia trasgredendo le regole della continuità classica(nei prossimi articoli capiremo meglio il discorso della continuità)

Esempiohttp://www.youtube.com/watch?v=1KUVwKp6MDI

Nel film Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard ci sono ad esempio dei falsi raccordi come al minuto 00:20. Ma su questo non voglio dire altro perchè ne parleremo nei prossimi articoli.

Questi sono i tipi di montaggio principali, poi ci sono delle piccole varianti che però sono di minor importanza. Ciò che conta ora è capire queste tipologie di montaggio principali e cominciare ad individuarle durante la visione di un film.

Come già detto approfondiremo meglio tutti questi argomenti nei prossimi articoli e andremo ad analizzare le tecniche precise che si utilizzano per ottenere certi risultati.

Ora vi saluto e vi consiglio, per chi non l’avesse fatto, la visione dei film da me citati in questo articolo.

Ciao a tutti, al prossimo articolo!